
Risposta rapida
- San Nicola fu un vescovo cristiano del IV secolo a Myra, in Licia, una regione oggi situata nel sud della Turchia.
- Le storie sulla sua generosità segreta contribuirono a creare usanze invernali legate ai regali in tutta Europa.
- Il nome olandese Sinterklaas divenne Santa Claus nell’inglese nordamericano.
- Il Babbo Natale moderno unisce San Nicola, il Father Christmas inglese, il folklore regionale, le poesie americane e le illustrazioni dell’Ottocento.
- Le famiglie possono mantenere viva questa tradizione attraverso la generosità, i racconti, i piatti regionali, il presepe e un rituale natalizio adatto alla propria casa.
La storia di Babbo Natale e di San Nicola in una risposta chiara
La storia di Babbo Natale comincia con San Nicola, un vescovo cristiano vissuto nel IV secolo a Myra, città portuale della Licia, oggi nei pressi di Demre, nel sud della Turchia. È diventato famoso per la sua generosità, soprattutto per i doni offerti a persone che non avrebbero potuto ricambiare. Nel corso dei secoli, i racconti su Nicola si sono intrecciati con le usanze invernali europee, la tradizione olandese di Sinterklaas e la narrazione natalizia americana. Da questa storia stratificata è nata la figura di Babbo Natale che le famiglie conoscono oggi.
Le testimonianze su Nicola sono limitate e diversi episodi famosi compaiono in leggende posteriori, più che in biografie contemporanee. La sua festa, il 6 dicembre, è comunque diventata una data fissa nei calendari cristiani e nelle celebrazioni locali. In alcune zone d’Europa, i bambini ricevono frutta, frutta secca, dolci, monete o piccoli regali la sera del 5 dicembre o la mattina del 6. In Italia, invece, il momento più atteso per i doni di Babbo Natale è la notte del 24 dicembre, mentre nella notte tra il 5 e il 6 gennaio arriva anche la Befana, con dolci per i bambini buoni e carbone dolce per quelli birichini. Babbo Natale, quindi, non è una persona inventata in un unico momento: è una figura culturale modellata da religione, folklore, letteratura, arte, migrazioni, commercio e abitudini familiari.
La cronologia essenziale
- Intorno al 270 d.C.: secondo la tradizione, Nicola nasce a Patara, in Licia.
- Intorno al 300: viene associato alla sede vescovile di Myra.
- 6 dicembre: si celebra tradizionalmente la festa di San Nicola.
- Dall’XI al XV secolo: le usanze legate a San Nicola si diffondono nelle chiese e nelle comunità europee.
- 1087: secondo la tradizione, alcuni marinai di Bari trasportano le reliquie di Nicola da Myra a Bari, in Italia.
- XVII secolo: i coloni olandesi portano le tradizioni di Sinterklaas a New Amsterdam, l’insediamento che diventerà New York.
- 1809: Washington Irving pubblica una versione umoristica di San Nicola in “A History of New York”.
- 23 dicembre 1823: “A Visit from St. Nicholas” appare sul Troy Sentinel di Troy, nello Stato di New York.
- Dagli anni Sessanta dell’Ottocento: le illustrazioni di Thomas Nast aggiungono i dettagli familiari del Polo Nord e della bottega.
Per una panoramica sintetica della figura storica e delle tradizioni successive, consulta la storia di San Nicola.
Chi era San Nicola e che cosa sappiamo davvero dal punto di vista storico?
San Nicola fu un vescovo legato a Myra, un’antica città vicino all’attuale Demre, nella provincia turca di Antalya. La sua vita viene collocata durante il regno dell’imperatore romano Diocleziano e, in seguito, sotto Costantino il Grande. I racconti posteriori descrivono Nicola come un uomo di Chiesa che proteggeva le persone vulnerabili e le aiutava senza cercare riconoscimenti pubblici. La sua fama crebbe dopo la morte, anche se le testimonianze conservate non offrono una biografia completa e databile con certezza.
La leggenda più conosciuta parla di un uomo povero con tre figlie, incapace di procurare loro la dote necessaria per sposarsi. Secondo il racconto, Nicola avrebbe lasciato cadere da una finestra dei sacchetti d’oro, dando alla famiglia il denaro sufficiente per le nozze. In alcune versioni, l’oro finisce nelle calze o nelle scarpe lasciate ad asciugare vicino al fuoco. Questa storia aiuta a spiegare diverse usanze successive: i doni anonimi, le monete nelle scarpe, le calze appese accanto al camino e l’idea che la generosità non abbia bisogno di applausi.
Leggenda, testimonianze e racconto rispettoso
- Storicamente documentato: Nicola fu vescovo di Myra e divenne un santo ampiamente venerato.
- Tradizionale ma incerto: le date esatte della nascita, della morte e dei singoli atti di carità non sono documentate con sicurezza.
- Leggendario: le storie su marinai, bambini, doti e salvataggi miracolosi si svilupparono attraverso racconti posteriori.
- Culturalmente importante: le leggende sottolineano generosità, protezione, coraggio e attenzione verso il prossimo.
Le reliquie di Nicola sono legate a Bari, dove alcuni marinai portarono i resti da Myra nel 1087. Myra è ancora oggi un sito archeologico vicino a Demre, con tombe rupestri e un teatro romano. Quando racconti questa storia ai bambini, è meglio dire “un’antica tradizione narra che” invece di presentare ogni dettaglio come un fatto dimostrato. I bambini possono capire la differenza tra prove storiche e leggenda senza perdere la forza emotiva del racconto. L’insegnamento centrale è chiaro anche quando la biografia non lo è: aiutare chi ha bisogno e farlo senza pretendere riconoscenza.
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Come si diffusero le tradizioni di San Nicola in Europa
Le usanze legate a San Nicola si diffusero attraverso chiese, monasteri, mercanti e celebrazioni locali. Nell’Europa medievale, il 6 dicembre poteva comprendere una funzione religiosa, una processione, una rappresentazione, doni di beneficenza o un pasto condiviso con i vicini. I bambini potevano ricevere mele, noci, nocciole, pan di zenzero o monete. In alcune comunità veniva scelto un “vescovino dei bambini” per un breve periodo, creando un giocoso rovesciamento dell’autorità durante la festa.
Ogni regione aggiunse il proprio calendario, i propri abiti, cibi, accompagnatori e regole. Nei Paesi Bassi, Sinterklaas arriva tradizionalmente in barca e cavalca un cavallo bianco. Le famiglie possono lasciare le scarpe vicino al camino, alla porta o alla finestra, a volte insieme a una carota o a del fieno per il cavallo. In alcune zone della Germania e dell’Austria, San Nicola compare con un accompagnatore come Knecht Ruprecht o Krampus, secondo le usanze locali. In Italia, le tradizioni di San Nicola sono particolarmente forti a Bari, dove la Festa di San Nicola comprende una grande celebrazione a maggio legata alle reliquie e un’altra ricorrenza a dicembre per la festa del santo. Accanto a queste usanze, in alcune città del Nord — tra cui Bergamo, Brescia e Verona — è Santa Lucia a portare i doni il 13 dicembre.
Le principali varianti regionali
- Sinterklaas olandese: doni o dolcetti arrivano intorno al 5 dicembre, la sera chiamata Pakjesavond, cioè la sera dei regali.
- Nikolaus tedesco: i bambini lucidano spesso gli stivali e li lasciano fuori il 5 dicembre, così durante la notte possono essere riempiti di dolci.
- Usanze austriache: San Nicola può comparire insieme a Krampus in una processione ufficiale o durante una visita in famiglia.
- Bari, in Italia: la Festa di San Nicola si celebra a maggio, con una processione a mare e cerimonie religiose; il santo viene ricordato anche a dicembre.
- Tradizione italiana di Natale: Babbo Natale porta generalmente i regali nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, mentre la Befana riempie le calze nella notte tra il 5 e il 6 gennaio.
- Santa Lucia nel Nord Italia: in alcune città, tra cui Bergamo, Brescia e Verona, i bambini ricevono i regali il 13 dicembre.
- Babbo Natale nordamericano: la visita principale avviene di solito la sera del 24 dicembre, con i regali aperti quella notte o la mattina di Natale.
Queste differenze non sono errori della tradizione. Mostrano come una figura condivisa si adatti alla lingua, alla geografia, ai calendari, al cibo, all’abbigliamento e alle credenze locali. Una famiglia italiana può ricordare San Nicola o Santa Lucia, preparare le calze per la Befana e aspettare Babbo Natale la sera della Vigilia. Può anche costruire il presepe, giocare a tombola dopo il cenone della Vigilia e discutere amichevolmente se a tavola sia meglio il panettone o il pandoro. I genitori possono presentare queste usanze una accanto all’altra, senza trattarne una come l’unica versione corretta.

Come Sinterklaas è diventato Babbo Natale in America
Il nome Santa Claus deriva dall’olandese Sinterklaas, forma abbreviata di Sint Nikolaas. I coloni olandesi portarono il nome e le usanze collegate a New Amsterdam, l’insediamento che in seguito sarebbe diventato New York City. Gli anglofoni modificarono gradualmente pronuncia e grafia. Anche il personaggio cambiò: da santo associato al 6 dicembre divenne un visitatore della Vigilia, portatore di doni il 24 dicembre o la mattina di Natale.
Due opere dell’Ottocento ebbero un’influenza particolarmente forte. Nel suo libro del 1809 “A History of New York”, Washington Irving descrisse un San Nicola umoristico. Il 23 dicembre 1823, il Troy Sentinel di Troy, nello Stato di New York, pubblicò la poesia anonima “A Visit from St. Nicholas”, conosciuta anche come “‘Twas the Night Before Christmas”. La poesia presentava un visitatore notturno, una slitta, le renne, le calze appese e un allegro portatore di doni. Contribuì a spostare il personaggio americano dalla festa locale di un santo verso un rituale natalizio domestico.
A partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento, l’illustratore Thomas Nast aggiunse altri dettagli nei disegni pubblicati sulle riviste. Il suo lavoro contribuì a creare l’immagine di una casa al Polo Nord, una bottega, gli elfi, la lista dei bambini e un’attività più ampia dedicata alla preparazione dei regali. In seguito, la pubblicità diffuse a livello internazionale l’immagine di Babbo Natale vestito di rosso, ma non inventò da sola l’intera tradizione. La rese più uniforme e la amplificò, partendo da un personaggio già costruito con i racconti su San Nicola, Father Christmas, le usanze invernali europee, la poesia e l’illustrazione.
Che cosa cambiò nella versione americana?
- Calendario: il 6 dicembre lasciò progressivamente spazio al 24 e al 25 dicembre.
- Ruolo: un santo locale e visitatore benefico divenne, per molte famiglie, il portatore dei regali natalizi.
- Viaggio: la processione a piedi o il cavallo furono sostituiti da una slitta volante trainata dalle renne.
- Ambientazione: villaggi europei, chiese e piazze lasciarono spazio a una casa e a una bottega al Polo Nord.
- Rituale familiare: scarpe e piccoli dolci si ampliarono fino a comprendere calze, lettere a Babbo Natale, visite, racconti della Vigilia e regali aperti la mattina di Natale.
Attività per tutta la famiglia ispirate alla storia di Babbo Natale e San Nicola
Un’attività sulla storia funziona meglio quando i bambini hanno qualcosa da manipolare, sistemare, disegnare o assaggiare. Comincia con una cartina. Mostra Myra vicino a Demre, Bari, i Paesi Bassi e New York City. Spiega che i racconti viaggiavano insieme alle persone e cambiavano ogni volta che le famiglie li tramandavano. I bambini possono collocare gli anni 270, 1087, 1809, 1823 e gli anni Sessanta dell’Ottocento su una striscia di carta. Possono tracciare una freccia da Myra a Bari e poi un’altra dai Paesi Bassi a New Amsterdam. La cartina trasforma un lungo viaggio culturale in una sequenza visibile.
Collega poi la storia alla generosità. Chiedi a ogni bambino di scegliere un gesto gentile da compiere in privato: lasciare un biglietto a un fratello o a una sorella, donare un libro, aiutare un vicino con la spesa, contribuire a preparare una zuppa o apparecchiare senza che qualcuno lo chieda. Spiega che gli antichi racconti su San Nicola insistono sul dono senza applausi. Se la tua famiglia ama le tradizioni personalizzate, accompagna la lezione con una lettera di Babbo Natale che elogi un’azione precisa, invece di elencare soltanto i regali. Un messaggio come “Hai notato che tuo fratello era stanco e gli hai portato dell’acqua” è più significativo di una frase generica che definisce un bambino semplicemente “buono”.
Lista di controllo da stampare
- □ Trovare Myra, Bari, i Paesi Bassi e New York City su una cartina.
- □ Segnare sul calendario il 5, il 6, il 13, il 23, il 24, il 25 dicembre e il 5 e 6 gennaio.
- □ Leggere una versione adatta ai bambini della leggenda delle tre figlie.
- □ Confrontare un’usanza locale di San Nicola, Santa Lucia o della Befana con quella di Babbo Natale della propria famiglia.
- □ Preparare speculaas, kruidnoten, pan di zenzero, mele, frutta secca, monete di cioccolato, panettone o pandoro, verificando prima eventuali allergie.
- □ Compiere un gesto di generosità senza dirlo a nessuno.
- □ Osservare un’illustrazione di San Nicola o di Babbo Natale ed elencare tre dettagli aggiunti dall’artista.
- □ Lasciare che ogni bambino ponga una domanda storica e cercare una risposta affidabile.
Con i bambini più piccoli, limita il racconto a cinque minuti e usa alcune immagini: una cartina, una scarpa, una moneta d’oro e una slitta rossa sono sufficienti per cominciare. I più grandi possono confrontare una cartina, una poesia, un’illustrazione e un libro moderno su Babbo Natale. Chiedi loro quali dettagli appartengano a San Nicola, quali al folklore successivo e quali alla loro famiglia. Un breve video personalizzato di Babbo Natale può rafforzare la lezione ricordando la gentilezza di un bambino, una tradizione scelta o la festa del 6 dicembre. In Italia può anche salutare i bambini in vista della Vigilia, del presepe, della tombola o dell’arrivo della Befana. L’importante è concentrarsi sulla storia e sul rapporto, non sulla realizzazione perfetta di una recita delle feste.
Tradizioni di Babbo Natale: scelte, consigli e errori da evitare
Non esiste un solo modo obbligatorio di celebrare Babbo Natale. Una famiglia può ricordare San Nicola, aspettare Santa Lucia, vivere la Vigilia del 24 dicembre, festeggiare il Natale il 25, preparare la calza per la Befana o unire più date. La scelta dipende dall’età dei bambini, dal contesto culturale, dalle convinzioni religiose, dagli orari di lavoro e dalle energie disponibili nel mese di dicembre. È utile distinguere con chiarezza ciò che appartiene alla storia, ciò che è leggenda e ciò che fa parte delle regole giocose della propria casa. In questo modo i bambini possono divertirsi con la fantasia senza dover imparare una sola versione ufficiale di Babbo Natale.
Scegli una tradizione adatta alla tua famiglia
- San Nicola il 6 dicembre — Vantaggi: collega direttamente la festa al santo e incoraggia piccoli doni; Svantaggi: aggiunge un’altra data a un mese già intenso.
- Santa Lucia il 13 dicembre, dove è una tradizione locale — Vantaggi: valorizza un’usanza sentita in alcune città del Nord, come Bergamo, Brescia e Verona; Svantaggi: può richiedere una spiegazione ai bambini se nella famiglia arrivano doni anche a Natale.
- Vigilia il 24 dicembre — Vantaggi: si adatta all’arrivo italiano di Babbo Natale nella notte del 24 e crea un rituale serale speciale; Svantaggi: l’attesa può rendere difficile andare a dormire.
- Mattina di Natale il 25 dicembre — Vantaggi: inserisce i regali in una routine già seguita da molte famiglie; Svantaggi: il legame storico con San Nicola può risultare meno evidente.
- Tradizione combinata — Vantaggi: permette di ricordare San Nicola o Santa Lucia, aspettare Babbo Natale il 24 dicembre e preparare la calza per la Befana; Svantaggi: richiede una spiegazione semplice per chiarire perché le date siano diverse.
Errori da evitare
- Non dichiarare che ogni leggenda sia una verità storica dimostrata.
- Non presentare l’usanza di un Paese come la regola universale.
- Evita di usare paura, umiliazione pubblica o minacce per controllare il comportamento.
- Non fare dipendere la generosità soltanto dalla ricezione di un regalo.
- Verifica sempre le allergie familiari prima di servire frutta secca, cioccolato o biscotti speziati.
- Rispetta i bambini che fanno domande difficili; rispondi con sincerità e calore.
- Evita di sovraccaricare i più piccoli con troppe date, personaggi e regole tutte insieme.
- Non dare per scontato che ogni bambino desideri incontrare un Babbo Natale in costume; proponi anche un saluto, una lettera, una storia o un’alternativa tranquilla.
Se un bambino desidera parlare con Babbo Natale, stabilisci prima alcune aspettative: Babbo Natale può parlare di gentilezza, storie e desideri per le feste, ma sicurezza, salute, denaro e decisioni familiari restano responsabilità degli adulti. Se un bambino chiede se Babbo Natale esiste davvero, rispondi in linea con i valori della vostra famiglia senza farlo sentire in colpa per la domanda. Puoi dire che San Nicola fu un vescovo storico, che Babbo Natale è un personaggio nato dall’incontro di molte tradizioni e che la vostra famiglia ama conservare una parte di questa storia come gioco e fantasia. Una spiegazione calma protegge la fiducia e lascia spazio all’immaginazione.
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